È stato il momento per mister Antonio Calabro di tornare indietro nel tempo, tra le mura scolastiche. All’Istituto di Istruzione Superiore “Galilei” di Avenza, per l’iniziativa “Le eccellenze di Carrara”, è stato il turno del tecnico azzurro, che si è intrattenuto inizialmente con gli studenti di una classe prima, accolto con calore ed entusiasmo. Tra maglie da autografare e aneddoti personali sulle sue esperienze nel calcio, il mister ha subito coinvolto i ragazzi.
Il mister non si è risparmiato in consigli e suggerimenti, spiegando ai ragazzi che è importante esporre i propri problemi, sia con un professore che con un allenatore, ma anche nella vita quotidiana. Ha sottolineato che, purché le argomentazioni siano ragionevoli e la comunicazione educata, non bisogna mai esitare nel chiedere aiuto, rispettando sé stessi e gli altri.
La lezione è poi proseguita in una delle classi seconde dell’istituto. Il mister pugliese ha preso parola e rotto il ghiaccio “affrontando” la platea, in particolare chiedendo ai ragazzi se andassero allo stadio e se praticassero qualche sport. Tra le varie risposte positive, in quella che si è rivelata una piacevole chiacchierata di mezza mattinata, non sono mancati studenti che si sono dichiarati grandi tifosi e frequentatori della Curva, raccontando di aver preso parte alla coreografia di domenica scorsa durante il derby.
L’allenatore ha premesso: “Mi dispiace presentarmi qui con un umore non al settimo cielo dopo l’amara sconfitta di domenica, ma anche queste sono sfide che la vita ti mette davanti. Nel percorso della vita troverete situazioni belle e brutte. A livello personale, prima di firmare a Carrara, il 17 gennaio di un anno fa, ero fermo da sette mesi. Nessuno mi cercava, nessuno mi aveva chiamato per allenare, e avevo perso completamente la mia autostima. Poi, mi sono capitati sotto gli occhi i social, strumenti rispetto ai quali voi siete sicuramente più esperti, e ho letto un’intervista di un tecnico di Serie A che parlava di lavorare su sé stessi. Diceva che capita di cadere, ma dobbiamo solo avere la pazienza di aspettare il momento giusto per rialzarci.”
Ha continuato spiegando: “Parte della crescita personale è capire gli altri, non giudicarli e non cercare lo scontro, circostanze che purtroppo è sempre più frequente constatare tra giovani. Piuttosto, cercate di parlare e confrontarvi, di ‘entrare’ nell’altra persona per capirla. Nella vita si fanno degli errori, ma non dobbiamo pensare che siano la fine o che non ci sia un rimedio. Al contrario, dobbiamo essere capaci di vedere la sconfitta come una vittoria, di lavorare su noi stessi per poterci interfacciare con gli altri. Questo è ciò che può rappresentare una sfida nella vita di tutti i giorni. È davvero importante cercare di capire le lezioni che la vita ci insegna, recependole nei modi e nei tempi giusti.”
Il mister ha poi aggiunto che, a suo avviso, ognuno deve avere le idee chiare su quello che vuole raggiungere, seguendo un percorso a step che porti alla realizzazione del proprio proposito. “Solo pensando all’oggi e, al massimo, al domani, è possibile ottenere qualche risultato in tutti gli ambiti che la vita ci impone di affrontare. Ci sono valori che devono essere coltivati per vivere insieme agli altri, come l’altruismo, che consente di vivere meglio con il prossimo e rappresenta anche una forma positiva di egoismo. Perché se il prossimo riesce a stare meglio grazie a noi, anche noi troviamo una chiara realizzazione personale.”
La mattinata si è poi conclusa con un giro dei locali della scuola e dei suoi numerosi laboratori, insieme al vicepreside Luca Bardini e alla professoressa Alessandra Vivoli, co-organizzatori di questa iniziativa. Non sono ovviamente mancate foto, richieste di altre lezioni del genere e incoraggiamenti al mister e alla squadra in vista di sabato, per la trasferta di Castellammare di Stabia contro i padroni di casa della Juve Stabia.





